Omofobia o eterofobia, perchè opporsi ad una legge


Appunti dal convegno Omofobia o Eterofobia, perché opporsi ad una legge ingiusta, NOVAFELTRIA 27 febbraio 2014 Ore 21,00

Relatori: Gianfranco Amato, don Gabriele Mangiarrotti. Moderatore: Federico Nanni.

 

1.       Serve una legge contro omofobia?

La legge comprime sempre la libertà personale, quindi ogni nuova legge andrebbe preliminarmente valutata in termini di reale necessità nella società; in altri stati come l'America questa valutazione viene fatta prima di ogni nuovo provvedimento legislativo, mentre in Italia siamo purtroppo in una condizione completamente diversa.

In questo quadro si innesta la proposta di legge Scalfarotto contro il presunto fenomeno della Omofobia, ma l'Italia è veramente un paese omofobico?

Secondo il Pew Research Institute (http://www.pewresearch.org/) no! L'Italia a discapito delle sue radici  cattoliche, un elemento spesso visto come un elemento che genera omofobia, è tra i paesi che meglio accettano i comportamenti omosessuali, con una percentuale del 74% degli intervistati, dietro la civilissima Inghilterra (76%) e la laica Francia (77%).

http://www.pewresearch.org/fact-tank/2013/06/12/americans-are-less-accepting-of-homosexuality-than-canadians-western-europeans-and-religion-may-be-one-explanation/

 

Anche un recente sondaggio della Swg 'Scenari dell'Italia che cambia' dimostra come gli italiani hanno vari timori sul futuro, identificano vari soggetti che temono, tra cui l'Europa ad esempio, ma non l'omosessualità.

http://www.renatochisso.it/index.php/2013/12/05/scenari-di-unitalia-che-cambia-sondaggio-swg/

 

In un apposito studio per la camera dei deputati, l’ISTAT descrive un paese che manifesta una 'non avversità' al fenomeno omosessuale, con la maggioranza degli italiani che affermano di NON avere problemi alla convivenza con omosessuali o con il fatto che possano avere unioni civili; diverso è solo l'orientamento, apertamente negativo, circa la possibilità che possano adottare bambini, ma questo è un altro tema, essendoci una terza persona, il bambino, titolare di diritti non si può parlare di omofobia.

http://www.istat.it/it/archivio/62168

 

A tutt'oggi in Italia NON esiste nessuna causa per discrimininazione nell'ambito lavorativo in Italia e già l'articolo 3 della costituzione consentirebbe una tale difesa qualora esistessero situazioni di discriminazione.

 

Ma non basta!

L'OSCAD, un corpo di polizia appositamente creato contro le discriminazioni, (http://www.poliziadistato.it/articolo/22017/) ha fornito i dati sul presunto fenomeno omofobico! In oltre 3 anni sono stati rilevati solo 83 casi, circa 28 all'anno, uno ogni due milioni di cittadini, di presunti episodi omofobici; presunti in quanto si tratta di un osservatorio che come tale non emette sentenze, ma riceve solo segnalazioni e le tratta. 84 casi per giustificare una legge che limita, come vedremo, pesantemente le libertà civili degli individui? Ma andiamo avanti.

 

Sulla stampa 'liberale' Piero Ostellino del Corriere della sera è stato il primo a chiedersi perché una tutela particolare per omosessuali, maggiore di rulla che avrebbe un eterosessuale? La reazione è stata violenta, con attacchi personali e richieste di licenziamento del giornalista, libertà di pensiero a senso unico?

http://archiviostorico.corriere.it/2013/agosto/03/Gli_errori_della_legge_anti_co_0_20130803_bf05295a-fbff-11e2-a8b4-642bc7e0ec80.shtml

 

 

2.       I contenuti della legge

Dato per appurato che non esiste una necessità di questa legge, passiamo ad esaminarne i contenuti.

Non esiste una definizione di omofobia nel progetto di legge, questo contrasta con i principi basilari del diritto, in quanto la fattispecie sanzionabile sarà stabilita dai giudici, in pratica si avrebbe un reato stabilito su basi soggettive ex post e non oggettive ex ante, che ricorda drammaticamente la situazione di alcuni regimi illiberali come l'unione Sovietica, dove con il reato di “avversione al socialismo” si nascondeva la semplice epurazione degli oppositori.

Se poi si arriverà alla situazione inglese avremo il paradosso di una definizione del reato di omofobia basata sulla percezione di discriminazione della vittima, quindi un reato che a discrezione della vittima esiste o meno, un altro palese colpo ai principi di base del diritto di un paese che voglia dirsi moderno e liberale.

Inoltre la legge introduce un principio di discriminazione che potrà poi essere seguito da un processo di “adfermative actions” per la tutela delle minoranze. Di cosa si tratta? E’ presto detto, se si consolida il principio di una minoranza discriminata questa va protetta con azioni concrete, come il meccanismo delle quote; potremo quindi avere sistemi di agevolazione tramite accesso privilegiato a determinati diritti delle persone omosessuali? Come la casa o il lavoro? Certo, sulla scorta di quanto fatto ad esempio con le quote rosa (qualcuno parla già di quote viola per gay, lesbiche e trans gender) si potranno avere apposite iniziative di tutela di queste minorante. Ma chi certifica chi è il soggetto da proteggere se l’identità di genere è una condizione soggettiva? Sarà forse lo stesso soggetto ad autocertificare di essere di una categoria protetta e quindi da difendere? Ma siamo proprio sicuri che questo non apra la porta ad una autocertificazione di comodo per l’accesso al lavoro, ad esempio? Siamo certi che in determinate regioni con alto tasso di disoccupazione non ci sarà una rincorsa a dirsi omosessuali per partecipare, ad esempio, ad appositi concorsi pubblici?

 

3.       La repressione

Una diretta conseguenza del progetto di legge, qualora approvato, sarà in capo ai presunti oppositori. Sostenere pubblicamente le posizioni della Chiesa Cattolica sarà passibile di denuncia con rischio di pene detentive e, nella prima versione della legge, anche a “corsi di rieducazione” che rimandano inevitabilmente ai campi di rieducazione di alcuni regimi comunisti dell’oriente (cfr. il bellissimo film Killing Fields http://youtu.be/92zK2w78J-c ).

I Presidenti di associazioni rischiano fino a 6 anni di reclusione, gli associati 4 e non basterà invocare l’emendamento “Salvavescovi” in quanto secondo lo stesso Scalfarotto questo non copre dalla legge, se non nel chiuso delle Chiese, quindi ogni posizione pubblica, fatta anche da un religioso, sarebbe passibile di omofobia.

D'altronde anche i recenti casi Barilla e Piccinelli (http://www.tempi.it/arcigay-attacca-prete-appello-contro-legge-omofobia) ci dicono che siamo già in un regime che colpisce le opinioni contrarie.

Ma chi potrebbero essere gli oppositori? Chiunque anche solo semplicemente sostenga che gli atti omosessuali sono definiti come intrinsecamente disordinati dal Catechismo della Chiesa Cattolica, se ciò comporterà per una presunta vittima o per un terzi la percezione di un comportamento omofobico.  

Tra l’altro la modalità tecniche con la quale è stata redatta la legge equipara l’omofobia all’odio razziale, per cui dire che un bianco non possa sposare una nera (o viceversa) sarà come dire che un uomo non può sposare un altro uomo (ovviamente anche per il caso di due donne).  

In estrema sintesi quindi si delinea il rischio di introdurre un reato di opinione nel nostro ordinamento, che richiama alla mente il “psico reato” di Orwell nel suo capolavoro “1984”, il pensiero contrario sarà giudicato omofobico.

D'altronde anche i recenti casi Barilla (http://www.tempi.it/barilla-scuse-legge-omofobia-famiglia-gay#.UxNfoc6hbhc) e Piccinelli (http://www.tempi.it/arcigay-attacca-prete-appello-contro-legge-omofobia) ci dicono che siamo già in un regime che colpisce le opinioni contrarie, anche se con qualche voce fuori dal coro (http://archiviostorico.corriere.it/2013/ottobre/05/Politicamente_corretti_caduti_nel_ridicolo_co_0_20131005_a7dc67b0-2d83-11e3-baa1-1b34d4b0197b.shtml ).

I fautori di questo “nuovo ordine” non considerano ogni opinione contraria per quanto essa è ma solo come una pericolosa minaccia alla propria stessa esistenza, questo le reazioni sopra descritte e, in generale, l’assoluta assenza di volontà di confronto, in un clima di reciproca convivenza e accettazione (vedi caso di Casale Monferrato http://www.tempi.it/omofobia-casale-monferrato-giuristi-vita#.UxNiEs6hbhc, convegno di Firenze http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=34656, convegno a Roma http://www.lastampa.it/Page/Id/1.1.1108454797 e protesta contro accesso alla messa ad Imola http://www.giuristiperlavita.org/joomla/component/content/?view=featured&cdpetitions_limitstart=50&start=84 ).

In questo clima si inquadra anche il decalogo che l’UNAR ha predisposto per i giornalisti in tema (http://www.tempi.it/avviso-ai-giornalisti-cattolici-ecco-come-non-scrivere-un-articolo-con-tic-omofobici#.UxNjcs6hbhc), indicazioni inquietanti, che rimandano alle veline del Minculpop.

 

Quanto sopra descrive il quadro di azioni di contrasto alle opinioni contrarie in atto, ma vi sono anche iniziative di specifica ed attiva introduzione delle idee della lobby LGBT, come si evidenzia bene nel caso dell’opuscolo dell’UNAR (http://www.tempi.it/gender-in-classe-ecco-i-libri-che-insegneranno-agli-scolari-italiani-ad-essere-piu-moderni-dei-loro-genitori-omofobi#.UxNnQ86hbhc) oggetto anche di una interpellanza di parlamentari (http://www.tempi.it/omofobia-interpellanza-ncd-al-senato-sugli-opuscoli-unar-si-blocchi-la-loro-distribuzione-nelle-scuole#.UxNnF86hbhc), anche a seguito della quale si è finalmente alzato il velo su una vicenda che rischiava di passare nella generale indifferenza (http://www.agenparl.it/articoli/news/economia/20140218-giustizia-giuristi-per-la-vita-dimissioni-di-marco-de-giorgi-dell-unar), su cui anche Piero Ostellino del Corriere della Sera ha espresso il proprio parere, ridicolizzando il tutto, con un atteggiamento condivisibile, ma che non deve portare a minimizzare quanto successo (http://www.fondazionesanbenedetto.it/pagine-di-sistema/articoli/governo-il-burocrate-ignora-il-senso-del-ridicolo/).

Tra l’altro questi opuscoli mettono in secondo piano le famiglie nell’educazione dei figli su temi cardine come quelli della sessualità, mettendo in secondo piano i principi dell’art. 26 della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo del 1948, introdotti proprio per evitare il ripetersi di situazioni come quelle di pochi anni prima, in cui uno stato aveva inculcato tramite l’educazione scolastica un quadro di valori contrario alla vita e al rispetto umano.

E veniamo alla famigerata Direttiva Europea “Standard per l’educazione sessuale in Europa”, che suddivide i giovani in fasce, da 0 a 4 anni, da 5 a 6, da 7 a 12, da 13 a 15   e da 15 in poi e che presenta la sessualità come mero fattore tecnico, avulso da ogni criterio etico e morale. Tanto per avere un’idea nella prima fascia si prescrive la piena conoscenza della propria sessualità e dell’altrui, la masturbazione precoce e i primi concetti di identità di genere (http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=18601). Alcuni paesi sono già partiti per la concreta realizzazione dei principi della Direttiva arrivando a risultati “drammatici” per l’educazione dei bambini della prima fascia di età (http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=18601), che per fortuna, per il momento, hanno scatenato la protesta dei genitori.

 

4.       L’iter parlamentare del progetto di legge

L’iter parlamentare del disegno Scalfarotto inizia a giugno 2013 e il 9 luglio 2013 viene approvato un primo testo base dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, che prevede tre aspetti principali:

  1. introduce nel nostro ordinamento giuridico il concetto di identità di genere, definita come la percezione di appartenere al sesso femminile o maschile, indipendentemente dal proprio sesso biologico;
  2. estende le tutele della legge Reale Mancino (promulgata per contrastare antisemitismo e nazismo) alle categorie degli omosessuali e transessuali;
  3. una pena accessoria a seguito della condanna per la rieducazione del reo, tramite apposite sessioni di lavoro presso associazioni LGBT.

 

L’11 luglio, due giorni dopo, l’associazione Giuristi per la Vita (http://www.giuristiperlavita.org/) da l’allarme e arrivano a proporre una petizione per fermare questa proposta di legge. L’appello viene accolto da alcuni siti (www.culturacattolica.it, www.tempi.it, http://www.lanuovabq.it/it/home.htm) e nel giro di pochi giorni si raccolgono circa 20.000 firme che svegliano l’interesse alla contrapposizione del progetto di legge.

 

Il 20 luglio con un emendamento dei due relatori, Scalfarotto e Leone, viene modificato il testo base, eliminando il concetto di identità di genere e la pena accessoria, il progetto di legge rimane con un articolo unico per l’estensione alla omofobia delle tutele della legge Reale Mancino.

Il 5 agosto 2013 la legge viene incardinata alle camere e si rinvia tutto alle camere alla ripresa dei lavori; il 17 settembre il parlamento vota la costituzionalità della legge e subito dopo viene introdotta un’aggravante di omofobia per tutti i reati del Codice Penale, con un aumento delle pene della metà e dall’altra parte con un emendamento di Scelta Civica definito impropriamente “Salva Vescovi”, ma in realtà così non è, in quanto si sostiene che eventuali affermazioni omofobe o discriminatorie effettuate all’interno di associazioni religiose non dovrebbero essere punite. E’ però evidente che un tale emendamento non potrà reggere di fronte alla Corte Istituzionale, sarebbe come ammettere che un’associazione di persone che commettono un reato li rende non punibili, una aberrazione giuridica.

Lo stesso Scalfarotto ha affermato che le affermazioni omofobe potranno essere eseguite solo all’interno delle associazioni religiosi, ma non all’esterno; come si può ben capire questo emendamento non protegge alcunché e genererà solo ulteriore confusione.

 

Ora il progetto di legge è passato al Senato della Repubblica, in discussione alla Commissione Giustizia, e la situazione è preoccupante, perché si tende a reintrodurre i due aspetti eliminati, come l’identità di genere e la rieducazione. Il 16 gennaio 2014 il relatore PD ha dato parere favorevole a due emendamenti per la reintroduzione dei due punti e quindi bisognerà tenere la guardia molto alta nei successivi passi della legge.

 

E TU COSA NE PENSI?